GADGET: un oggetto che parla della tua azienda
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GADGET: un oggetto che parla della tua Azienda

Di del 3 agosto 2017

Ci abbiamo avuto a che fare almeno tutti una volta nella vita: di gadget siamo davvero pieni!

Ma proprio perché ne abbiamo a che fare tutti i giorni, a nessuno sarà sfuggito di pensare che “c’è gadget e gadget”.

Ed è proprio vero, soprattutto se quel gadget resta sotto i nostri occhi per ore, o addirittura per giorni.

Tuttavia i gadget sono stati inventati proprio per questo: promuovere un’azienda o un prodotto in grande quantità, contenendo i costi.

Scopriamone di più…

LA STORIA

I gadget furono ideati per la prima volta nel 1886, anno in cui la Francia donò all’America la famosissima Statua della Libertà.

La società che la costruì, decise di realizzarne anche alcuni modelli in scala e di distribuirli come souvenir durante la festa di inaugurazione.

Da quel momento ebbe inizio una vera e propria moda, che con gli anni andò sempre più prendendo piede fino a spopolare.

Negli anni successivi i gadget divennero quindi uno strumento promozionale usato in modo sempre più consapevole e mirato dalle aziende, ma anche da  enti pubblici e musei, divenendo dalla metà del ‘900 una delle strategie di marketing di maggior tiratura.

LA PSICOLOGIA DEL GADGET

Innumerevoli sono gli studi che la Psicologia ha dedicato ai gadget.

Si è rilevato che più del 41% di coloro che ricevono un gadget lo usano in ufficio, esponendo quindi  il brand in maniera visibile a tutti per almeno otto ore al giorno.

Inutile dire che il valore aggiunto dei gadget, è proprio la capacità che hanno di far presa sul lato inconscio di chi li riceve.

Mettendo insieme tutti i dati raccolti, gli studiosi hanno poi capito che sono principalmente 3 gli effetti positivi che i gadget hanno sugli utenti:

  • L’EFFETTO REGALO: ricevere un gadget viene percepito come ricevere un regalo. Non è un volantino di cui liberarsi in tutta fretta, ma al contrario è un oggetto da poter utilizzare e che spesso ha il compito di aiutare e velocizzare la nostra vita;
  • L’EFFETTO FIDELIZZAZIONE: se uso e mi affeziono al gadget, in automatico vedrò positivamente il brand che rappresenta;
  • L’EFFETTO PASSAGGIO: l’oggetto può passare facilmente da una mano all’altra, per poi facilmente tornare al proprietario, generando quindi pubblicità spontanea e gratuita, per nulla invadente.

Ecco perché il gadget è un ottimo metodo pubblicitario da sfruttare sia con i propri dipendenti che con i clienti già acquisiti e non.

I gadget personalizzati inoltre, sono un ottimo strumento di BRAIN RECALL: più l’oggetto utilizzato per la promozione è di buona qualità ed è soprattutto UTILE, più rimarrà per un buon periodo in vista del consumatore (cosa che non succede per altre compagne promozionali come la TV, i giornali, gli spot in radio… che hanno anche un costo decisamente più elevato).

Con una spesa davvero contenuta, si può far girare il proprio marchio non poco!

La PUBBLICITÀ TRAMITE OGGETTO (PTO) ovvero la promozione mediante gadget, sta riscuotendo così tanto successo perché permette di mettere in luce un brand attraverso un oggetto specifico, pensato appositamente per rappresentare l’azienda.

E’ quindi un’arma vincente perché è in grado di produrre un effetto EMOTIVO e PSICOLOGICO su chi lo riceve, inducendolo a ricordare il nome impresso sul logo.

Proprio per questo è indispensabile che l’oggetto promozionale sia di ottima fattura e non assemblato con materiali scadenti. Si corre il rischio che le persone leghino lo scarso prodotto al logo, e ne tirino conclusioni sbagliate.

5 FALSI MITI SUI GADGET

Di seguito un piccolo elenco dei principali falsi miti attribuiti ai gadget e tuttavia facilmente criticabili:

  • Sono adatti solamente alle Aziende di grandi dimensioni: No! Tutto ciò che serve è scegliere l’articolo giusto, che meglio gli rappresenti al meglio. Nota importante: gli articoli promozionali hanno un’efficacia maggiore rispetto a qualsiasi altro strumento comunicativo;
  • Danno un’idea di poco costoso: per articolo promozionale non si intende solamente una penna cheap o una tazza con una brutta grafica. Anche il gadget più tradizionale può essere originale! ;
  • Il ROI (retourn on investment) è troppo difficile da misurare: il ROI guadagnato con gli articoli promozionali è inestimabile. L’oggetto è in grado di restituire valore a chi l’ha donato, tanto più è percepito come di alta qualità e privilegio. Il brand acquisterà fin da subito più benevolenza e fedeltà dalle persone che lo ricevono;
  • Gli articoli promozionali non raggiungono moltissime persone: sbagliatissimo! Gli oggetti girano, il brand viene visualizzato da un gran numero di persone e può aiutare a connettere il proprio brand con soggetti in ogni angolo del globo;
  • Gli articoli promozionali non durano nel tempo: le persone credono erroneamente che i gadget essendo cheap abbiano anche una vita molto corta. Non è così. Le agende ad esempio, vengono utilizzate per tutto il corso dell’anno, donando sicuramente moltissima visibilità al brand.

I gadgets quindi, seppur spesso piccoli e dalle dimensioni contenute, hanno un potenziale davvero enorme.

Vanno pensati con attenzione, personalizzati nel modo giusto e fatti girare il più possibile.

Bisogna ricordarsi che l’oggetto scelto parlerà inconsciamente della propria azienda e di conseguenza produrrà pubblicità facile e veloce, ma non per questo di scarso valore.

Scegliere il giusto gadget moltiplicherà in modo esponenziale il potenziale della pubblicità.

Per finire, un oggetto utile ogni giorno dell’anno, come ad esempio un taccuino o un’agenda, permetteranno una pubblicità costante, 365 giorni l’anno.

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